Itinerari a Cervia e dintorni

ITINERARIO STORICO, ARTISTICO E ARCHEOLOGICO:

Ravenna è senza dubbio con gli 8 monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco punto di partenza per una gita culturale..

1. Basilica di San Vitale
La Basilica di San Vitale, capolavoro di arte bizantina, fu edificata a inizi VI sec d.C. sotto il dominio dei Goti e fu consacrata nel 548 sotto il dominio bizantino.
La Basilica, tra i numerosi mosaici ne accoglie tra i più fulgidi esempi del mondo antico, tra cui le 2 corti imperiali maschile e femminile di Teodora e Giustiniano: capolavori dell’arte musiva paleocristiana.

 

2. Mausoleo di Galla Placidia
Risalente alla metà del V d.C. , fu commissionato dall’ Imperatrice anche se la sua sepoltura avverrà a Roma. L’edificio ha una pianta a croce latina con un soffitto a volta decorato da un preziosissimo mosaico rappresentante la volta celeste con decine di stelle.

 

3. Battistero degli Ariani
Edificato all’epoca del dominio di Teodorico inizi VI d.C. il Battistero degli Ariani , a pianta ottagonale, è l’unico battistero esistente noto per il culto ariano.
I mosaici all’interno narrano nel battesimo di Cristo adulto nel Giordano ad opera di San Giovanni Battista.

 

4. Battistero Neoniano o degli Ortodossi
Il Battistero “ Neoniano” il nome deriva dal committente Neone (anno 458) era quello “ortodosso” rispetto a quello ariano, quindi oggi lo chiameremo cattolico.
Capolavoro di perfezione dell’arte musiva articolata su 2 registri decorativi è circondata da superbi stucchi che rappresentano i profeti.

 

5. La Cappella Arcivescovile di San’Andrea
E’ l'unico edificio di culto di fede cattolica eretto durante il regno di Teodorico. Cappella dell’Episcopio ravennate fu costruita nel 495 d.C. La cappella ha una pianta a croce latina e presenta un rivestimento marmoreo nella parte inferiore, mentre in quella superiore è decorata una una decorazione musiva superba che ritrae Cristo guerriero nell’atto di schiacciare le belve dell’eresia “ ariana”.

 

6. Mausoleo di Teodorico
Teodorico nel 520 d.C. fece costruire il proprio mausoleo mentre era ancora in vita. A pianta centrale , sviluppato su 2 piani, la copertura è un colossale monolite in pietra d’Istria utilizzato come cupola.
La vasca di porfido che fungeva da sepolcro è conservata al piano superiore.

 

7. Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
Cappella palatina della vicina residenza di Teodorico e quindi di culto ariano . Nella decorazione musiva sono rappresentati infatti la facciata del palazzo del re ostrogoto, la città di Ravenna cinta da mura e il Portus della città di Classe.

 

8. Basilica di Sant’ Apollinare in Classe
Costruita nella prima metà del VI secolo sul luogo della sepoltura di Sant’Apollinare fu dedicata quindi al primo vescovo di Ravenna. L’interno a 3 navate presenta un catino absidale con una superba decorazione musiva che rappresenta la croce della resurrezione ia in posizione dominante.

Ma l’offerta archeologica ravennate non termina qui. Prosegue con la visita alla “Domus del Triclinio” o alla “Domus dei Tappeti di Pietra”, o la visita al Parco archeologico di Classe.

Un itinerario alternativo può essere passeggiare nei luoghi di Dante: fargli omaggio presso la sua sepoltura e visitare il Museo a lui dedicato.
La vostra passeggiata non può terminare senza una visita alla Pinacoteca Nazionale e al Museo d’Arte della Città presso la Loggetta Lombardesca.
Se poi volete intraprendere una piccola gita a circa 15 km potrete visitare il Capanno Garibaldi e la Fattoria Guiccioli a Mandriole dove cercarono rifugio Giuseppe e Anita Garibaldi in fuga e dove l’eroina del Risorgimento si spense nel 1849 all’età di 28 anni.

ITINERARIO NATURALISTICO : TRA SILENZIOSE FORESTE ALLAGATE ,FRUSCII DI GIUNCHETI E RELITTI AFFONDATI.

Parco del Delta del Po:
Istituito nel 1988, con la sua estensione di 54.000 ettari di area protetta, con le oltre 1000 specie di piante e le 400 specie di animali, di cui 300 sono volatili, il Parco Regionale del Delta del Po entra a far parte nel 1999 della Lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.
Gli habitat sono molto differenziati :si passa infatti dalle zone umide di lagune e valli di acqua salmastra, alle saline e ai boschi. E’ compreso tra le provincie di Ravenna e Ferrara e si suddivide nelle diverse “stazioni”:
Il Parco comprende i comuni di Cervia, Ravenna, Argenta, Comacchio, Codigoro.

 

1 “Volano-Mesola-Goro” (FE), 13.70 ettari. Qui è possibile vedere il “cervo nobile” presso l’area del “Boscone della Mesola”, la Sacca di Goro e la Valle Bertuzzi. Di interesse artistico internazionale è anche la maestosa Abbazia di Pomposa del IX secolo.

 

2 “Comacchio” (FE), estesa su 6.700 ettari che comprende anche il porto dei pescatori e lo storico “Trepponti”.

 

4 L’area più estesa, di oltre 15.000 ettari è quella delle Valli di Comacchio (FE) e le Saline di Comacchio dove nidifica, tra le numerose specie, il Fenicottero Maggiore. Anfibio tipico di queste zone è l’Anguilla Europea presente in oltre 50 varianti.

 

5 Pineta San Vitale e area di Piallasa Baiona di Ravenna (RA), estesa su 7.300 ettari. Probabilmente è la zona più importante poiché presso Punta Alberete, nidificano specie molto rare uniche in Europa come il Mignattaio, il Marangone Minore .

 

6 Pineta di Classe con la sua preziosissima Basilica di Sant’Apollinare e le Saline di Cervia con il loro peculiare “sale Dolce “ sono la propaggine più meridionale ed hanno una estensione di 8.280 ettari. Quella del Bevano è l’unica foce libera ed intatta dell’Adriatico settentrionale, con un paesaggio autentico con dune vive in via di continuo rimodellamento.

Tra i mammiferi le specie più caratteristiche sono il il daino, il cervo nobile, lo scoiattolo, l'istrice la volpe e la puzzola.

Tra le oltre 300 specie di uccelli, di cui circa metà nidificanti, vanno menzionati tra quelli più rari il Fenicottero Maggiore sia a Comacchio sia a Cervia, la Spatola con l’unica colonia in Italia, tra le Valli di Comacchio, valle Mandriole e Punta Alberete; il Marangone Minore, colonia unica in Europa Occidentale e solo a Punta Alberete, e molte altre specie come il Fraticello, la Volpoca, il Tarabuso, il Mignattaio, il Falco di palude, la Sterna del Ruppel con l'unica colonia europea.
Tra le specie più diffuse, invece, ci sono molte specie di aironi, come l'Airone Bianco Maggiore e l'Airone Cenerino; il Martin Pescatore, il Cavaliere d'Italia e numerose anatre tra cui il Germano reale, oche selvatiche e cigni reali.

RELITTO PAGURO:
http://www.youtube.com/watch?v=qV32-VTKGwM&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=bkcfLIDaqp0&feature=related

Nel 1965 l’Agip installò un impianto per l’estrazione di metano a circa 12 miglia dalla foce dei Fiumi Uniti. Purtroppo nella notte del 28 settembre di quell’anno la trivella intacca un giacimento di gas non conosciuto. L’altissima pressione di oltre 600 atmosfere e le fiamme alimentate dal gas stesso portarono al cedimento strutturale e le pareti della struttura metallica crollarono fuse. La piattaforma “Paguro” si inabissò nel cratere formato dall’esplosione a 33 metri di profondità.

Da quel tragico evento è risorta una nuova “vita”: ben presto il relitto è stato popolato da affascinanti creature che animano questi fondali creando una ricca area marina d’eccezione ed è divenuta area biologica protetta di grande interesse scientifico.
In Italia il relitto Paguro è il Primo Sito marino di Importanza Comunitaria .

ITINERARIO ENOGASTRONOMICO:

Giovanni Pascoli “La Piada”

“ Il mio povero mucchio arde e già brilla:
pian piano appoggio su due mattoni il nero testo di porosa argilla.
Maria, nel fiore infondi l'acqua e poni il sale; dono di te, Dio;
ma pensa! l'uomo mi vende ciò che tu ci doni.
Tu n'empi i mari, e l'uomo lo dispensa nella bilancia tremula:
le ande tu ne condisci, e manca sulla mensa.
Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l'allarghi e spiani;
ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna;
e sulle aperte mani tu me l'arrechi,
e me l'adagi molle sul testo caldo, e quindi t'allontani.
Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto,
fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle:
e l'odore del pane empie la casa. “

La Romagna è terra di peculiarità eno-gastronomiche note in tutto il mondo.
La sua gente è semplice, legata sia al mare, sia alla campagna. Questa doppia natura si trasmette anche nei sapori antichi ed autentici di questa cucina. L’Emilia Romagna vanta con i suoi 33 prodotti riconosciuti DOP e IGP il primato tra le regioni italiane. In particolare in Romagna ricordiamo il Formaggio di Fossa di Sogliano, l’Olio Extravergine di Brisighella, il delizioso Squacquerone e la Pesca nettarina di Cesena.

Nel 1891 Pellegrino Artusi raccoglie ne “ La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene “ tutte le ricette della tradizione dagli antipasti, alle conserve, ai dolci, ai liquori.

 

MATERIE PRIME PREZIOSE
Tra le materie prime vanno menzionati 2 prodotti di eccezione: l’Olio Extravergine di oliva di Brisighella che ha ottenuto la certificazione europea DOP e il Sale Dolce di Cervia, integrale, raccolto a mano, è divenuto un prestigioso presidio Slowfood.

 

PRIMI PIATTI
“L’Azdora”,matrona della casa, è rappresentata nell’immaginario collettivo con il mattarello in mano. La pasta sfoglia “spòia” è di certo alla base dei primi piatti delle tavole romagnole in tutte le sue declinazioni : sia semplice come le tagliatelle o i maltagliati, sia ripiena come i deliziosi cappelletti ( i caplèt), sia “verde” con gli spinaci nell’impasto per le prelibate lasagne.
Sono da ricordare i Passatelli, preferibilmente in brodo di cappone ed i “poveri” strozzapreti di acqua e farina .

 

I PIATTI DI PESCE
Non dimentichiamo che la “Romagna” ha anche una vocazione marittima e pertanto i piatti a base di pesce ricoprono un ruolo rilevante.
Le canocchie al vapore, le alici marinare e i sautè di vongole “poverazze” o di cozze “di Cervia” rappresentano un ottimo antipasto.
Le ricche grigliate di sanissimo pesce azzurro tra cui sgombri, sarde, occhioni saranno affiancate da brodetti di pesce o dall’Anguilla in umido tipica di Comacchio. Il tutto innaffiato da una Albana secca.

 

SECONDI PIATTI DI CARNE
Chi si siede a tavola in Romagna apprezzerà le sontuose grigliate non solo di carni bovine di “Razza Romagnola”, oppure suine ,nello specifico di razza “Mora” , ma anche ovine: tipico è il taglio della bistecca di “Castrato” accompagnato dall’immancabile “Pinzimonio”. In una cena del genere non può mancare il nostro Sangiovese.

 

SALUMI E FORMAGGI
La presenza dei salumi e dei formaggi è una costante a tavola, ovviamente accompagnati dall’immancabile Piadina o Piada .
Tra i formaggi il protagonista principale è di certo lo Squacquerone di Romagna , ma tra i freschi ricordiamo anche il delicato Raviggiolo delle prime colline e la ricotta fresca.
Tra gli stagionati il Formaggio di Fossa di Sogliano ha riconosciuto la certificazione europea di DOP, ed ogni anno a novembre si celebra l’apertura delle “fosse” con una grande sagra del paese. Non dimentichiamo i numerosi tipi di stagionati : il pecorino, il tufello e la caciotta.
Tra gli insaccati ricordiamo diversi tipi di salami, cacciatorini, coppa arrotolata, salsiccia passita, lardo e imperdibili “ciccioli” frolli.

 

Punti d’acquisto:
Per lo Squacquerone: Caseificio Pascoli
Per il Formaggio di Fossa: Fossa Pellegrini

 

MIELI E COMPOSTE
Per accompagnare i gustosi formaggi la Romagna dispone di diverse qualità di pregiato miele: da quello vergine integrale a quello di Acacia, oppure di Castagno.
Un rilievo particolare va dato a 3 differenti “composte” che sono costituite dalla cottura del mosto d’uva e che rappresentano una peculiarità: la Saba, il Savor e il Mosto cotto.

 

DOLCI
Per concludere il pranzo delle Feste si usa portare in tavola l’apprezzatissima “ Zuppa Inglese” oppure il “Latte Imperiale”. Fanno parte delle golosità di tutti i giorni la ciambella “ Brazadèla” e le “Pesche finte” ripiene di crema inglese. Biscotti da intingere nell’Albana passita sono gli “Strichetti”.
I fichi caramellati accompagnati dallo Squacquerone rappresentano una “loveria” da intenditori.
Tipica di Ravenna è la Torta Teodora .

 

VINI E PASSITI
Romagna : terra di Sangiovese, ma non solo.
Tra i Rossi il “Sangue di Giove” la fa da padrone e negli ultimi anni ha ottenuto qualità elevate che lo rendono molto apprezzato. Vitigno autoctono della zona ravennate e delle prime colline faentine è il Bursòn . Le sue uve sono dette anche “amarene della pianura”.
Tra i bianchi oltre al tradizionale Trebbiano ricordiamo il Pagadebit , mentre l’antichissimo vino Albana DOCG che si coltiva solo in Romagna è il vitigno “autoctono” per antonomasia.
Da fine pasto sono molto apprezzati la Cagnina e l’Albana dolce e l’Albana passita DOCG.
Il liquore tipico è il Nocino: i frutti vengono tradizionalmente raccolti solo la notte del 21 giugno.

http://www.emiliaromagnavini.it/

 

Cantine:
Fattoria Zerbina Faenza (RA)
Villa Venti Roncofreddo (FC)
Tenuta Amalia Cesena (FC)
La Pandolfa Predappio (FC)
San Patrignano Coriano (RN)

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